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Aggiornato il 10 Luglio 2025 da Elisa

Come Conservare gli Acquerelli

Tra tutte le tecniche pittoriche, l’acquerello è forse la più vulnerabile. Il supporto cartaceo, poroso e igroscopico, reagisce con rapidità agli sbalzi di umidità e temperatura, mentre la sottile velatura di pigmenti – fissata con un legante gommoso estremamente delicato – resta quasi priva di spessore protettivo. Questa combinazione rende l’opera sensibile a luce, muffe, polvere, inquinanti atmosferici e contatto fisico. Conservare un acquerello significa dunque affrontare una sfida duplice: proteggere un’opera su carta e insieme preservare una pellicola pittorica la cui trasparenza luminosa dipende dall’integrità delle fibre del supporto. Ogni decisione di conservazione si muove, così, in un equilibrio sottile tra isolamento dagli agenti esterni e necessità di far respirare un materiale vivo, che continua a scambiare umidità con l’ambiente circostante.

Indice

  • Il microclima ideale e le variabili di rischio
  • Preparare l’opera prima di ogni fase di stoccaggio
  • Montaggio e passe-partout: l’importanza dei materiali a pH neutro
  • Il ruolo del vetro e delle barriere alla luce
  • Conservazione in piano: cartelle, mappe e cassettiere
  • Ventilazione controllata e ispezioni periodiche
  • Gestione degli insetti e dei rischi biologici
  • Manutenzione delle cornici esposte e rotazione delle opere
  • Trasporto e prestito: condizioni per viaggi sicuri
  • Articoli Simili

Il microclima ideale e le variabili di rischio

Per mantenere la carta stabile occorre un ambiente con umidità relativa compresa fra il quaranta e il cinquanta per cento, senza oscillazioni superiori al cinque per cento nelle ventiquattr’ore. Un’aria troppo secca rende le fibre fragili e favorisce la rottura dei bordi, mentre un’umidità eccessiva invita muffe e muffe, capaci di penetrare le velature più chiare in poche settimane. La temperatura, a sua volta, dovrebbe mantenersi fra i diciotto e i ventidue gradi, evitando rapide fluttuazioni che dilaterebbero e restringerebbero il foglio provocando ondulazioni permanenti. La luce, amica indispensabile per ammirare l’opera, è però nemica nel lungo periodo: i raggi ultravioletti ossidano sia i pigmenti organici sia la cellulosa, ingiallendo il foglio e attenuando i toni più delicati. Per questo motivo la normativa museale consiglia di esporre un acquerello a livelli non superiori a cinquanta lux, con filtraggio integrale degli UV. Chi conserva in abitazione può avvicinarsi a questi parametri con tende leggere che schermino il sole diretto e lampade LED a spettro controllato.

Preparare l’opera prima di ogni fase di stoccaggio

Prima di decidere se custodire l’acquerello in piano o incorniciato, è essenziale verificarne la condizione attuale. Un foglio privo di margini sfrangiati, ben planare e senza macchie di foxing può essere montato direttamente; in presenza di ondulazioni, macchie o strappi conviene consultare un restauratore, poiché interventi amatoriali rischiano di peggiorare la situazione. Pulire leggermente la superficie con un pennello di martora a setole morbide, procedendo con leggerezza dall’alto verso il basso, allontana la polvere senza spingere particelle abrasive fra le trame. Qualsiasi tentativo di rimuovere piccole macchie con gomma pane o gomme sintetiche è sconsigliato, perché la frizione asporta non solo lo sporco ma anche la velatura pigmentaria più sottile.

Montaggio e passe-partout: l’importanza dei materiali a pH neutro

Se si sceglie di conservare l’acquerello in cornice, il primo passo è il montaggio su passe-partout in cartone museale privo di lignina, tamponato per garantire un pH neutro o leggermente alcalino. Questo cartone costituisce una barriera fisica e chimica tra la carta dell’opera e quella – spesso più acida – del retro quadro. Il fissaggio non deve mai avvolgere il bordo con nastro adesivo a tutta lunghezza; si usano invece piccole cerniere a “T” di carta giapponese incollate solo sul retro del margine superiore con pasta di amido di riso. In tal modo la carta resta libera di dilatarsi e contrarsi con i micro cambi di umidità, senza formare forze di strappo ai bordi. Il passe-partout, tagliato con smusso interno, crea inoltre una distanza di sicurezza che impedisce al vetro di aderire alla pittura, scongiurando l’effetto condensa che in talune condizioni ambientali potrebbe causare l’impressione del dipinto sul vetro stesso.

Il ruolo del vetro e delle barriere alla luce

La scelta della lastra protettiva incide fortemente sulla conservazione. Il vetro comune filtra in parte gli UV, ma un acrilico museale o un vetro extra chiaro con trattamento anti-UV garantiscono una protezione di oltre il novantotto per cento, pur conservando una trasparenza superiore. Il vetro acrilico ha il vantaggio di essere più leggero e infrangibile, riducendo il rischio di danni meccanici in caso di urti; tuttavia si carica elettrostaticamente attirando polvere, che può depositarsi sulla superficie interna e diventare visibile attraverso il passe-partout. Per ovviare a ciò è consigliabile pulire l’acrilico con detergenti antistatici specifici prima di chiudere l’opera. Qualunque sia il materiale prescelto, la cornice va siliconata e nascosta con un controfondo rigido in cartone a pH neutro o in alluminio composito, cosicché l’insetto che dovesse insinuarsi non trovi cavità polverose dove annidarsi.

Conservazione in piano: cartelle, mappe e cassettiere

Quando la collezione comprende numerosi acquerelli o tavole di studio non destinati all’esposizione permanente, la soluzione più sicura è lo stoccaggio in piano all’interno di mappe o in cassettiere a cassetti bassi. Ciascun foglio va intercalato con carta tissutale acid free, disposta in modo da sormontare i bordi e formare una tasca protettiva. Le cassettiere, preferibilmente in metallo verniciato a polveri, garantiscono stabilità dimensionale rispetto al legno, che potrebbe rilasciare resine acide con il passare degli anni. Se il mobile è in legno, gli interni devono essere rivestiti con barriera in Mylar o Tyvek. Le tavole di grande formato possono essere inserite in buste di poliestere trasparente, sigillate sui tre lati, purché non vengano sovraccaricate: troppe opere nello stesso cassetto comprimono le carte inferiori e ne deformano i margini.

Ventilazione controllata e ispezioni periodiche

L’armadio o la cassettiera destinati agli acquerelli non dovrebbero rimanere chiusi ermeticamente per periodi lunghissimi. Due o tre volte l’anno vale la pena di aprire le ante o i cassetti in una giornata asciutta, lasciando circolare l’aria per un paio d’ore, con luce schermata. Questo ricambio riduce l’accumulo di micro vapori organici e rinfresca la carta senza esporla a flussi diretti. Contestualmente, un’ispezione visiva rivela eventuali fioriture fungine o puntinature brune di foxing. Se si notano aloni sospetti, isolare subito il foglio in una cartella a parte e contattare un conservatore riduce il rischio di contagio alle opere vicine.

Gestione degli insetti e dei rischi biologici

La cellulosa è fonte di nutrimento per diversi insetti, tra cui lepidotteri e coleotteri delle derrate. La presenza di piccoli buchini, particelle simili a polvere sotto forma di pellet o ali trasparenti all’interno dei cassetti indica una possibile infestazione. Una pulizia accurata con aspiratore a filtro HEPA e il posizionamento di trappole collanti prive di insetticida consentono di monitorare e ridurre la popolazione. In casi gravi, il trattamento anossico – inserire le opere in buste di alluminio multistrato e sostituire l’aria con azoto – disinfesta senza impiego di sostanze chimiche dannose per la carta e i pigmenti.

Manutenzione delle cornici esposte e rotazione delle opere

Gli acquerelli esposti a parete necessitano di rotazione periodica, soprattutto se collocati in ambienti abitati e illuminati. Una buona pratica consiste nel limitare l’esposizione a sei mesi l’anno e poi trasferire la cornice in un ambiente più buio per il resto del tempo. Durante il cambio, la cornice va aperta, il vetro pulito internamente con panno in microfibra leggermente inumidito con acqua demineralizzata, e il passe-partout ispezionato. Se si notano ingiallimenti del cartoncino, vale la pena sostituirlo con uno nuovo, poiché gli acidi migrano lentamente ma inesorabilmente dalla zona contaminata verso la carta dell’opera.

Trasporto e prestito: condizioni per viaggi sicuri

Quando un acquerello deve uscire dal deposito – per una mostra temporanea o un restauro – la fase di imballaggio richiede materiali specifici. La cornice viene avvolta in un doppio strato di carta siliconata antiabrasiva, poi in schiuma espansa a bassa densità e infine in cartone alveolare. Se l’opera è su foglio sciolto, la si ripiega mai, naturalmente, ma la si inserisce fra due cartoni rigidi e si blocca con angoli di carta inerti prima di racchiuderla in un cofanetto. Il veicolo che trasporta le opere dovrebbe essere climatizzato per mantenere un ambiente costante: uno sbalzo di temperatura repentino durante il viaggio potrebbe indurre condensa all’interno del pacco.

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