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Aggiornato il 10 Luglio 2025 da Elisa

Come Conservare le Borse in un Armadio

Una borsa non è soltanto un contenitore personale, ma un microcosmo di materiali diversi che reagiscono in maniera specifica all’ambiente di un armadio. La pelle pieno fiore respira e assorbe umidità, la nappa sottile teme l’attrito, il suede soffre la polvere e la luce, mentre il tessuto tecnico e il nylon rischiano di appiattirsi se compressi. Prima di riporre qualsiasi borsa è utile osservarla con attenzione, palpare cuciture e spessori, ricordare se tende a cedere verso il fondo o se possiede una struttura rigida già stabile. Questa fase di valutazione guida la scelta di come imbottire l’interno, se aggiungere o meno carta velina senza acidi, quali sacche protettive usare e come orientare la borsa sugli scaffali per evitare deformazioni permanenti.

Indice

  • Creare un microclima adatto dentro l’armadio
  • Imbottire e sostenere la borsa per preservarne il volume originale
  • Proteggere la superficie con sacche traspiranti
  • Organizzare gli spazi interni dell’armadio per evitare compressioni
  • Controllare periodicamente e ruotare l’utilizzo
  • Gestire odori e residui interni dopo l’utilizzo
  • Considerare il rischio parassiti e prevenire con rimedi naturali
  • Conservare borse particolari o vintage con attenzioni aggiuntive
  • Articoli Simili

Creare un microclima adatto dentro l’armadio

Il luogo in cui le borse riposano influenza in modo decisivo l’aspetto che avranno negli anni. Nel buio di un armadio la temperatura dovrebbe restare costante, all’incirca fra sedici e ventidue gradi, mentre l’umidità relativa non dovrebbe scendere troppo sotto il quaranta per cento per non seccare la pelle e non salire oltre sessanta per cento per evitare muffe o cattivi odori nei tessuti vegetali. Alcuni accessori discreti, come i piccoli deumidificatori a cristalli di cloruro di calcio ricaricabili, mantengono l’equilibrio sottraendo vapore in eccesso. Un igrometro digitale appoggiato in fondo al ripiano trasforma la sensazione in dato misurabile e aiuta a intervenire prima che compaiano macchie di condensa su fibbie e catene metalliche.

Imbottire e sostenere la borsa per preservarne il volume originale

Ogni borsa che trascorre lunghi periodi inutilizzata tende ad appiattirsi sotto il proprio peso, specialmente se dotata di pellami morbidi. Per impedire che le pareti cedano è opportuno riempirla con materiali che assecondino la forma senza stressarla. La carta velina priva di lignina, appallottolata in sfere leggere, si adatta facilmente agli angoli e non rilascia acidi. Chi possiede molti modelli può optare per cuscini sagomati in tessuto di cotone non trattato, cuciti su misura e riempiti di microsfere di polistirene per la massima leggerezza. Importante è non utilizzare carta di giornale, perché gli inchiostri migrano con l’umidità, né plastiche che trattengono l’acqua, creando un microclima chiuso. Una volta imbottita, la borsa recupera la tensione delle cuciture, evita pieghe innaturali e si presta a essere riposta senza rischio di collassare.

Proteggere la superficie con sacche traspiranti

La polvere è nemica silenziosa della pelle e ancor più dei tessuti scamosciati, poiché si annida nelle fibre e, nel tempo, produce un velo opaco difficile da rimuovere. Avvolgere ogni borsa in una sacca di cotone leggero è la soluzione più diffusa, perché il tessuto lascia passare l’aria, protegge dalla luce residua che filtra quando l’anta resta socchiusa e impedisce sfregamenti tra borse appoggiate l’una all’altra. Le sacche originali fornite dai brand sono spesso in cotone felpato, ottime per pellami lisci; per suede o nabuk è preferibile una fodera in flanella, delicata sulla grana e meno predisposta a lasciare micro pelucchi. In mancanza di sacche dedicate, un lenzuolo di lino tagliato e cucito velocemente offre un rifugio altrettanto valido, purché lavato senza ammorbidente che lascerebbe residui cerosi.

Organizzare gli spazi interni dell’armadio per evitare compressioni

Una volta pronte, le borse vanno disposte su ripiani che le accolgano senza pressione laterale. Il primo criterio è la verticalità: sistemarle in piedi come libri impedisce che si schiaccino e rende immediata la consultazione visiva. Se il ripiano è profondo, una fila posteriore più alta, ottenuta con un rialzo in legno o plexiglas, consente di vedere tutte le borse senza spostamenti. Le clutch o le pochette rigide possono trovare posto in un cassetto foderato con feltro, adagiate di piatto e separate da divisori bassi che ne seguono il profilo. Le tracolle lunghe conviene arrotolarle con calma, inserendo la catena – se presente – in una bustina di seta per evitare che segni la pelle o si graffi contro altre parti metalliche. L’armadio ideale prevede un modulo con barra a S dove appendere le shopper oppure, in mancanza di spazio, ganci rivestiti di velluto da agganciare al bordino del ripiano superiore in modo che la borsa resti sospesa, senza comprimere la base.

Controllare periodicamente e ruotare l’utilizzo

La conservazione non è un’azione definitiva, ma un processo ciclico. Ogni due o tre mesi è utile estrarre le borse, scuoterle delicatamente dalla base per verificare che il riempimento non abbia migrato, passare una spazzola morbida su eventuali residui di polvere e controllare cuciture e parti metalliche. Questa piccola manutenzione si abbina alla rotazione stagionale: portare in prima fila le borse leggere per l’estate e retrocedere quelle più strutturate o in pelle scura create per l’inverno evita che alcuni modelli restino dimenticati per anni e assicura un’usura equilibrata. Al momento del cambio, un leggero velo di crema nutriente specifica per pellami o uno spray idrorepellente per tessuti naturali protegge la superficie dall’umidità e dal contatto con lo smog durante l’uso successivo.

Gestire odori e residui interni dopo l’utilizzo

Una borsa riempita di ricevute, cosmetici aperti o snack veloci assorbe odori e può macchiarsi all’interno. Prima di riporla si svuota completamente, si aspira l’interno con un beccuccio sottile a bassa potenza, poi si lascia arieggiare aperta alcune ore su un ripiano lontano dal sole. Se resta un tenue sentore di trucco o di profumo, è sufficiente inserire un sacchetto di organza riempito con bicarbonato oppure un cuscinetto di carbone attivo e richiudere la borsa per ventiquattro ore; entrambe le soluzioni eliminano gli odori senza mascherarli con fragranze artificiali. Importante evitare spray deodoranti direttamente sulla fodera, perché l’alcool in essi contenuto può macchiare i tessuti chiari o screpolare le finiture sintetiche.

Considerare il rischio parassiti e prevenire con rimedi naturali

Tessuti quali lino, seta grezza o cotoni non trattati, se conservati in armadi poco ventilati, attraggono larve di tarma. Mantenere un’adeguata circolazione dell’aria, già menzionata per l’umidità, è la prima difesa. Il legno di cedro, sotto forma di cubetti o anelli da appendere ai ganci delle borse, rilascia lentamente un aroma che allontana gli insetti senza impregnare la pelle. Ogni semestre si ravviva il potere repulsivo carteggiando leggermente la superficie del cedro o versando una goccia di olio essenziale puro. Nel caso si sospetti un’infestazione, il metodo di congelamento breve – due giorni in sacchetto sigillato in freezer, seguito da acclimatazione lenta – si rivela efficace anche per le borse, purché siano prive di parti incollate che potrebbero irrigidirsi.

Conservare borse particolari o vintage con attenzioni aggiuntive

Le borse in pelle verniciata, lucida come uno specchio, richiedono di essere avvolte in sacche di tessuto molto fine, quasi setoso, perché qualsiasi grana più ruvida potrebbe lasciare impronte. I modelli con ricami o applicazioni in perline vanno sostenuti nella parte interna con piccole strutture in cartone acid free che evitano alla borsa di piegarsi sotto il peso delle decorazioni. Per le clutch rivestite in tessuto prezioso, un cartoncino rivestito di carta velina posizionato fra patta e corpo della borsa impedisce che i magneti di chiusura lascino impronte circolari. Nel vintage, dove il metallo può ossidare, un leggero strato di carta velina fra catena e pelle evita trasferimenti di colore o segni permanenti.

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